Modelli di gestione a punto d’ordine e ad intervallo fisso: differenze e come scegliere

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Modelli di gestione a punto d’ordine e ad intervallo fisso: differenze e come scegliere

4 febbraio 2019|Gestione magazzino|

Il modello di gestione a punto d’ordine

Il modello di gestione a punto d’ordine consiste nell’approvvigionare una quantità costante ogni volta che la scorta scende sotto il punto d’ordine.

Le ipotesi di fondo sono:

  • Il tempo di approvvigionamento (lead time del fornitore) è noto e costante.
  • La domanda nel lead time è una variabile casuale con distribuzione approssimativamente normale (gaussiana) di cui sono note la media e lo scostamento quadratico medio che possiamo definire come la variazione media dal valore medio.

L’andamento della scorta disponibile e della scorta in mano è simile a quello del modello di Wilson, ma la curva è spostata in su di una quantità pari alla scorta di sicurezza, che serve per cautelarsi contro la variabilità della domanda nel tempo di approvvigionamento.

Con questo modello il gestore delle scorte si trova nella situazione di dover fissare i due parametri “Q” e “S0; esistono diverse possibilità, ma forse quella più pratica consiste nel fissarli in modo separato (prima uno e poi l’altro). In particolare:

  • prima bisogna fissare “Q” e sostituire in quella la “domanda nota” con la “domanda media nell’unità di tempo”;
  • secondariamente si fissa “S0” in modo da garantire alla clientela un certo livello di servizio.

La determinazione del punto d’ordine (“S0“)

Come abbiamo già detto il punto d’ordine è il livello di scorta al raggiungimento del quale è necessario emettere un nuovo ordine al fine di non incorrere in rotture di stock.

Un buon metodo di calcolo del punto d’ordine consiste inizialmente nello scegliere a priori il livello di servizio che si vuole offrire ai propri clienti in termini di probabilità di copertura (copertura della domanda con le scorte a magazzino). In pratica scegliere di offrire per esempio un livello di servizio del 99% significa fissare un punto d’ordine tale che le probabilità di poter evadere gli ordini clienti siano appunto del 99%.

Ad un certo livello di servizio desiderato possiamo far corrispondere un certo coefficiente di sicurezza (“K“). Questo “K“, se supponiamo che la variabile casuale della domanda nel tempo di riordino (lead time del fornitore) sia una variabile casuale normale (o gaussiana), è un valore determinabile a priori consultando opportune tavole di riferimento (una specie di tavola logaritmica come quelle che si utilizzavano a scuola).

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Il modello di gestione delle scorte ad intervallo fisso (T, S)

Il modello di gestione a intervallo fisso consiste nel riordinare ad intervalli costanti (“T“) la quantità (variabile) per riportare la scorta disponibile ad un livello prefissato, detto scorta massima (“S“).

Le ipotesi di fondo analoghe a quelle viste nel modello a punto d’ordine:

  • Il tempo di approvvigionamento (lead time del fornitore) è noto e costante.
  • La domanda nel lead time è una variabile casuale con distribuzione approssimativamente normale (gaussiana) di cui sono note la media e lo scostamento quadratico medio che possiamo definire come la variazione media dal valore medio.
  • L’andamento della scorta disponibile e della scorta in mano è simile a quello del modello di Wilson, ma la curva è spostata in su di una quantità pari a “SS” (scorta di sicurezza).

La scorta di sicurezza si può calcolare come:
SS = deviazione standard dell’errore * fattore di servizio

Con questo modello il gestore delle scorte si trova nella situazione di dover fissare i due parametri “T“e “S; esistono diverse possibilità, ma forse quella più pratica consiste nel fissarli in modo separato (prima uno e poi l’altro). In particolare:

  • prima bisogna fissare “T” utilizzando la formula (già vista nelle pillole precedenti) dell’intervallo ottimo di riciclaggio di Wilson ed avendo cura di sostituire in quella la “domanda nota” con la “domanda media nell’unità di tempo”;
  • secondariamente si fissa “S” in modo da garantire alla clientela un certo livello di servizio.

La determinazione del livello di scorta massima (“S“)

La scorta massima è il livello al quale bisogna riportare le scorte, nel momento in cui si emette un ordine a fornitore, affinché le stesse siano sufficienti a fronteggiare la domanda fino ad un nuovo ordine; in pratica la scorta massima deve garantire la copertura delle scorte nel periodo di tempo pari all’intervallo di riordino (“T”) ed al lead time di fornitura.

Anche in questo caso, per calcolare in modo efficiente la scorta massima, è consigliabile scegliere a priori il livello di servizio che si vuole offrire ai propri clienti in termini di probabilità di copertura (copertura della domanda con le scorte a magazzino.

Considerazioni conclusive sui modelli di gestione delle scorte

Modelli a punto d’ordine o modelli ad intervallo fisso?

Dovendo fare una scelta fra i due sistemi è bene tenere presente quanto segue.

  1. Il modello ad intervallo fisso consente di ottenere una vera e propria pianificazione degli ordini dei singoli articoli con possibilità di raggruppare in un’unica data tutti quelli provenienti da uno stesso fornitore; ciò comporta quindi una riduzione del numero di ordini complessivamente emessi ed una migliore organizzazione delle funzioni acquisti e ricevimento merci.
  2. A parità di condizioni il modello ad intervallo fisso comporta maggiori scorte rispetto ad un sistema a punto d’ordine in quanto i controlli sono effettuati più raramente e in tempi più lunghi la domanda può subire variazioni maggiori; tale fatto risulta particolarmente penalizzante quando l’intervallo di riordino è elevato rispetto al lead time di fornitura.
  3. Nel caso in cui la verifica sia continua e sia consentito riordinare in qualsiasi momento, è possibile integrare un sistema ad intervallo fisso con l’indicazione di un punto d’ordine al fine di ridurre la scorta di sicurezza.

Si tenga presente inoltre che i modelli presentati “funzionano” tenendo conto della domanda storica che si è verificata (la domanda media e la sua variabilità).

Nelle aziende in cui sia possibile implementare sistemi di previsione delle vendite efficaci tali modelli possono in realtà essere parzialmente modificati al fine di aumentarne le prestazioni in termini di riduzione delle scorte ed a parità di livello di servizio offerto ai clienti.

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