L’automazione è un ambito in continua evoluzione e cambiamento. Le novità per quanto riguarda i processi, gli strumenti di lavoro e le tecnologie che permettono un funzionamento autonomo degli impianti viaggiano a ritmi serrati, e le tendenze che si prospettano per il 2022 vanno verso una maggiore semplificazione, agilità ed efficienza.

La lunga paralisi del sistema produttivo e logistico dovuta alla pandemia da Covid-19 ha fatto comprendere quanto l’automazione possa aiutare la resilienza della supply chain, anche in settori dove fino a qualche anno fa era impensabile il suo impiego. Questo, unito alla mancanza di manodopera che colpisce interi settori, rende l’automazione la via maestra per sopravvivere alle fluttuazioni della catena di approvvigionamento globalizzata.

Lo sviluppo dell’e-commerce, infine, sembra inarrestabile e continua nella sua crescita a doppia cifra, richiedendo sempre di più lo sviluppo di soluzioni software, di servizio e di prodotto capaci di rispondere alle mutate esigenze in modo agile e semplice.

Vediamo quindi le 5 principali tendenze e gli obiettivi che si possono delineare per l’automazione e l’industria 4.0 in questo 2022.

Il Digital Twin è una delle automazioni più affascinanti e che cambieranno in maniera significativa i processi aziendali, tanto che a una ricerca di IDC il 70% degli intervistati ha risposto di valutarne l’adozione nel prossimo futuro.

Non si tratta di una tecnologia ma di un insieme di soluzioni software che hanno l’obiettivo di unire il mondo fisico con quello digitale. Il gemello digitale è infatti un modello virtuale di un processo o prodotto, creato – con l’utilizzo di tecnologie come la realtà aumentata, il machine learning e l’IoT – per poter svolgere simulazioni al fine di:

  • Valutare nuovi scenari di applicazione e conseguente ottimizzazione di un processo;
  • Apportare modifiche e misure di messa a punto di un prodotto;
  • Prevedere e risolvere problemi di manutenzione dei macchinari (-30% di costi di manutenzione,-75% di difetti tecnici, -45% di fermi macchina secondo CADFEM).

Grazie alla riproduzione e simulazione virtuale, le aziende saranno in grado di valutare l’adozione o meno di un nuovo processo così come l’acquisto di un prodotto o macchinario, prevenendo lo spreco e ottimizzando l’utilizzo delle risorse aziendali. Altro risultato è quello di poter attuare la manutenzione predittiva grazie al collegamento di un digital twin ai sensori dei macchinari. Si potrà così monitorare quasi in tempo reale l’operatività segnalando anomalie e guasti prima che si verifichino.

Nel panorama del cloud, quello nativo sarà l’applicazione più utilizzata nel 2022. Si tratta di software e applicativi sviluppati appositamente per operare nel cloud (e perciò detti cloud native) che rispondono alle esigenze di velocità, scalabilità e affidabilità tanto richieste dalle aziende di ogni dimensione.

Elementi fondamentali e che contraddistinguono le applicazioni cloud native sono i microservizi e le tecnologie dei container. I microservizi sono servizi individuali e indipendenti che eseguono specificatamente una funzione ma progettati per comunicare tra loro tramite API. I microservizi possono quindi essere combinati in container, insieme a tutto il necessario per la loro esecuzione, così come possono essere integrati in altre applicazioni. L’utente finale interagisce con un’unica interfaccia ma avvalendosi di più servizi. Altro elemento distintivo è la possibilità di integrare i feedback degli utenti in maniera celere in modo da stimolare continuamente il rilascio di nuove soluzioni.

Le soluzioni cloud native hanno quindi il vantaggio di poter essere costruite liberamente, accoppiando componenti secondo il fabbisogno tecnologico e infrastrutturale di ciascuna azienda, rendendo l’implementazione più rapida, flessibile e agile rispetto a soluzioni codificate ad-hoc.

Le piattaforme di automazione low-code sono progettate per sviluppare applicazioni senza richiedere conoscenze tecniche da parte dello user. Permettono quindi agli addetti all’organizzazione del lavoro di automatizzare i processi utilizzando interfacce grafiche al posto di complessi codici di programmazione. Questo significa per l’azienda maggiore semplificazione quindi liberare tempo e risorse per concentrarsi sullo sviluppo di strategie di business.

Le piattaforme di automazione low-code sono inoltre facilmente integrabili con altre applicazioni, anche di terze parti, e adottabili in tempi più brevi poiché non richiedono conoscenze tecniche specifiche. Per questo motivo vengono considerate applicazioni di “automazione democratica” e, secondo Gartner, entro il 2024 costituiranno il 65% di tutte le funzioni di sviluppo delle applicazioni.

Nel futuro sarà quindi sempre più facile, intuitivo e accessibile gestire l’automazione di operazioni routinarie e le aziende potranno investire sull’upskilling dei lavoratori.

L’ulteriore spinta verso l’adozione di robot e droni per la movimentazione delle merci sarà data dalla crescita costante dell’e-commerce e da clienti che si aspettano prodotti sempre più personalizzati e consegne sempre più veloci, comode e pratiche.

Droni e robot permettono lo spostamento delle merci in maniera automatica, sia per via aerea sia via terra, da un’area all’altra dello stabilimento logistico. Questo, unito a magazzini automatici, permette di costruire i dark warehouse, soluzioni logistiche totalmente automatizzate che consentono alle aziende di ridurre i costi ed eliminare l’errore umano grazie ai cicli operativi automatici.

Droni e robot di nuova generazione sono sempre più facili da implementare e gestire, grazie alla presenza di piattaforme software low-code, di cui abbiamo parlato sopra, con cui sono facilmente integrabili.

Gli ambienti di lavoro moderni danno accesso a una sempre maggior quantità di dati, anche mediante la continua adozione di nuova tecnologia. Per quanto riguarda la logistica e la supply chain, magazzini automatici, robot, droni e software sempre più accessibili hanno reso più semplice l’accesso a nuovi dati da utilizzare come fattore di sviluppo del business.

L’Intelligenza Artificiale permette di analizzare i dati raccolti dai processi automatizzati, in modo da prendere decisioni informate e data-driven, che porteranno a una ottimizzazione di tutta la supply chain e a sfruttare al meglio il processo logistico.

Anche la Blockchain – che consente di gestire e aggiornare in modo sicuro un registro di dati e informazioni sfruttando la rete informatica – può migliorare la tracciabilità e trasparenza di tutta la catena produttiva e distributiva di una merce, sfruttando proprio la mole di dati disponibili come garanzia. La Blockchain può aiutare a migliorare i servizi offerti e l’efficienza della supply chain poiché permette l’accesso in tempo reale al monitoraggio e alle informazioni sulle merci.

Automazione nel 2022: verso semplificazione e agilità

La strada delineata per il 2022 dalle innovazioni in tema di automazione è quella di una maggiore semplicità di utilizzo – per quanto riguarda i servizi e i software, ma anche i prodotti – e una maggiore agilità come risultato del loro utilizzo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una grande accelerata nell’adozione di sistemi di automazione in tutti quei settori che ruotano intorno alla vendita e-commerce, logistica in primis. Il magazzino del futuro sarà sempre più automatico e data driven, e la supply chain sempre più resiliente e in grado di reggere le fluttuazioni del mercato.

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